Era il lontano 2013, venti giorni trascorsi da amici a Chicago, una città che consiglio vivamente di visitare.

Fu un periodo incredibile, nonostante non fosse la prima volta che ci andai. Particolare per la modalità con cui l’ho vissuto: da aborigeno.

Coglievo ogni occasione per vivere e comportarmi come uno del posto e feci un po’ di tutto.

Cominciai con l’idraulica, risolvendo un problema di scarico in casa, organizzandomi con i tecnici dei servizi pubblici per la chiusura della saracinesca principale. Feci l’autista da Franklin Park (dove alloggiavo) fino a downtown tutti i giorni per accompagnare un amico al lavoro. Non mi tirai indietro neppure quando mi chiesero di aiutare per un trasloco, cercare casa ed essere il secondo fotografo ad un matrimonio. Non dimentichiamo anche la partecipazione ad una recita scolastica, 2 controlli di Polizia, la reinstallazione di un pc (ma questa è la cosa più normale).

🤣

Ho anche avuto l’opportunità di acquistare una merce molto rara: frutta e verdura. Quando l’ho pagata ho rischiato il 3° controllo di Polizia per aver usato i contanti al posto della carta di credito.

😱

In tutto questo mi sono anche goduto la vacanza, visitando la città e altri posti interessanti e mangiando come loro, ma la ragione di questo racconto risiede nello spirito con cui ho affrontato le possibilità che si sono presentate.

Spesso le nostre sono reazioni più che azioni. Siamo più propensi a contenere la nostra vita in uno stato di equilibrio piuttosto che sperimentare.

Cogli le occasioni che ti si presentano, osservale, vivile, perchè l’esperienza non si impara 

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