Ero in montagna, avevo terminato la 4° superiore.

Mi stavo rilassando un po’ tra parenti che chiacchieravano e ad un certo punto viene fuori una necessità: lavare motori interi di auto o parti meccaniche di grandi dimensioni.

Mio zio che aveva un’officina stava presentando l’idea di una lavatrice gigante in grado di utilizzare una miscela di liquido sgrassante spruzzata ad alta pressione come i getti di un autolavaggio… semplice no?

La macchina aveva queste funzionalità:

  • Apertura/chiusura pneumatica del portellone
  • Cestello autoallineante per il caricamento del motore
  • Sistema aspirante con filtro per evitare la fuoriuscita incontrollata dei fumi
  • Pompa con motore trifase per creare una pressione di lavaggio sufficiente
  • Temporizzazione del lavaggio
  • Controlli e verifiche sequenziali di eventuali blocchi del cestello dovuti a spostamento del carico

Nel dettaglio il ciclo di lavaggio prevedeva una serie di passaggi e controlli.

Prima di tutto si iniziava con il preriscaldanto della miscela sgrassante tramite un bruciatore a gasolio in modo da aumentarne l’efficacia, poi si apriva il portellone utilizzando 2 mani (per sicurezza), si estraeva il cestello caricando il motore.

Si procedeva alla chiusura dello sportello, si impostava il tempo di lavaggio e si premeva START!

A quel punto il cestello ruotava mentre la pompa spingeva il liquido in pressione in una serie di ugelli posti ad arco intorno al motore.

A lavaggio terminato, il portellone si apriva leggermente mentre la cappa aspirava i fumi ed il cestello si posizionava in asse all’uscita.

Terminata l’aspirazione, il portellone si apriva completamente presentando il cestello per lo scarico del motore.

La lavatrice ha funzionato per 20 anni. Per un certo periodo è stata pilotata da una scheda logica TTL, per il secondo periodo della sua vita da un PLC. Ora è stata demolita e purtroppo non ho avuto la possibilità di farle qualche foto ricordo.

Ecco in atto le mie grandi doti artistiche 😛

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